Questa branca rappresenta una porzione importante dell’attività clinica. Vengono riferiti casi ortopedici che, a seconda delle caratteristiche, possono essere così suddivisi:

  • Casi di particolare gravità (fratture, lussazioni, esiti di cadute o forti traumi, gravi lesioni tendinee o legamentose, infezioni articolari)
  • Zoppie acute o croniche
  • Zoppie lievi o subcliniche, a volte solo caratterizzate da cali di performance
  • Approfondimenti diagnostici su casi già affrontati da colleghi

Nel primo caso, spesso il paziente richiede un intervento di emergenza, in quanto in casi di fratture o sepsi articolari il tempo intercorso tra l’insorgere del problema ed il trattamento può modificare drammaticamente il risultato. La parte prettamente diagnostica (a cui solitamente segue subito quella medica o chirurgica) comprende in genere l’esame radiografico, quello ecografico ed eventualmente alcuni test di laboratorio, quali l’esame del liquido sinoviale. I cavalli più interessati da queste patologie sono quelli da corsa (soprattutto fratture della prima falange, del metacarpo/metatarso, delle ossa del carpo), ma non sono rari i casi di cavalli usati per attività amatoriali o tenuti al pascolo.

Le zoppie acute o croniche sono molto frequenti e richiedono un attento esame clinico (ispezione, palpazione, esame del cavallo in movimento), seguito spesso dai blocchi anestetici diagnostici ed infine dagli esami strumentali: radiografia, ecografia, scintigrafia. Ogni tipo di cavallo è caratterizzato da quadri clinici più frequenti.

Qualche esempio: le zoppie localizzate nella porzione palmare del piede nel cavallo da salto ad ostacoli, quelle del carpo nel purosangue, nel Quarter Horse e nel trottatore giovane, quelle dell’articolazione metatarso-falangea nel trottatore.

Il terzo gruppo comprende quadri spesso subdoli, che però incidono sul rendimento del cavallo. In questi casi, in assenza di una diagnosi certa, alcuni soggetti vengono sottoposti ad uno screening radiografico o scintigrafico completo.

Gli approfondimenti diagnostici richiesti da colleghi frequentemente si riferiscono ad esami strumentali. Molto spesso il lavoro svolto in campo ha permesso di localizzare con precisione la sede del problema, che però richiede una sofisticata diagnostica per immagini. In questo senso, la disponibilità di ecografia, radiologia ad elevata potenza, scintigrafia e artroscopia diagnostica va a completare il lavoro già svolto.

Struttura

Tutti gli interventi di chirurgia ortopedica sono eseguiti con il cavallo in anestesia generale. E’ per questo a disposizione una ampia sala chirurgica dotata di un tavolo operatorio che permette di eseguire interventi sia in decubito dorsale che in decubito laterale, di un sistema di anestesia gassosa di tipo coassiale, un apparecchio radiologico per eseguire radiografie in sede intraoperatoria, un sistema di controllo dei parametri vitali del paziente in anestesia, oltre a un fornito carrello per l’artroscopia.

A fine intervento il cavallo viene posto in uno dei due box di risveglio appositamente imbottiti.

Attività

Il 70 per cento degli interventi chirurgici eseguiti in clinica riguarda casi ortopedici. La maggior parte di essi comprende interventi in artroscopia, ovvero rimozione di frammenti osteocondrali per osteocondrosi dissecante delle articolazioni tibio-tarsica, femoro-patellare, metacarpo- o metatarso-falangea. Vengono inoltre trattate in artroscopia le fratture parcellari dal processo estensorio della terza falange nell’articolazione corono-triangolare, le fratture parcellari dorsoprossimali della prima falange nell’articolazione del nodello, le fratture parcellari e a piastra delle ossa del carpo e le cisti ossee subcondrali, localizzate soprattutto nell’articolazione femoro-tibiale.

L’artroscopia viene utilizzata anche a scopi diagnostici, in particolare per le lesioni legamentose e cartilaginee, e per il lavaggio e pulizia chirurgica in casi di artrite settica. In caso di lesioni tendinee il trattamento può essere eseguito in tenoscopia.

Il trattamento chirurgico delle principali fratture avviene mediante l’impiego di impianti (in genere viti e placche in acciaio) con tecnica di fissazione interna.

Con questa modalità vengono frequentemente operati casi di frattura della prima falange, del condilo del metacarpo/metatarso, del terzo osso carpale e fratture più rare di ossa lunghe, quali il metacarpo, il radio, l’ulna.

Altre situazioni trattate sono le fratture dei metacarpei/metatarsei accessori, le fratture dei sesamoidi prossimali, le fratture della mandibola.

Non dimentichiamo anche tutti gli interventi di correzione delle deviazioni angolari degli arti nei puledri.

Appartengono alla chirurgia ortopedica anche gli interventi su tendini e legamenti. Le più comuni comprendono la desmotomia del legamento anulare del nodello, la desmotomia della briglia radiale per il trattamento della tendinite del flessore superficiale delle falangi, la desmotomia della briglia carpica per il trattamento della contrattura tendinea del flessore profondo nel puledro, la fasciotomia per la desmite cronica del legamento sospensore nell’arto posteriore, la mio-tenectomia dell’estensore laterale delle falangi per il trattamento dell’arpeggio.

Diagnostica per immagini

Si tratta di un settore in continua espansione ed al quale si richiede oggi il massimo dell’affidabilità e della specificità. Ne beneficiano tutti i casi ortopedici, clinicamente esaminati presso la struttura o inviati per approfondimenti da colleghi. In molti casi, la diagnostica per immagini riguarda però anche casi non ortopedici, ad esempio quadri neurologici, soggetti con problemi toracici, addominali e del tratto uro-genitale. Il settore diagnostica per immagini comprende: radiologia, ecografia e scintigrafia.

– La Radiologia

Il mezzo radiografico resta l’indagine che offre la maggiore affidabilità ed il maggiore dettaglio diagnostico. Nonostante l’avvento di metodiche più sofisticate e recenti, soprattutto dirette all’indagine dei tessuti molli e delle aree non raggiungibili con la radiologia classica, l’esame radiografico rappresenta un caposaldo della diagnostica per immagini e la sua evoluzione odierna nel digitale ne esalta la versatilità.

La Clinica dispone di quattro unità radiologiche, una delle quali di potenza particolarmente elevata ed in grado quindi di effettuare esami su distretti solitamente non accessibili nel cavallo adulto, quali il torace, la colonna vertebrale toraco-lombare ed il bacino.

– L’Ecografia

Le lesioni riguardanti i tessuti molli – in particolare tendini e legamenti – hanno beneficiato nell’ultimo ventennio dell’avvento e diffusione dell’ecografia, che oggi consente una diagnostica accurata ed il monitoraggio delle lesioni ortopediche in corso di guarigione.

L’ecografia si è rivelata strumento cruciale anche nella diagnostica di quadri non ortopedici, soprattutto a carico dell’addome e del torace.

– La Scintigrafia

Se radiologia ed ecografia forniscono una “fotografia” per così dire anatomica della lesione, la scintigrafia consente di avere un’immagine “metabolica” dell’area in esame e diviene quindi complementare alle altre due metodiche. L’esame scintigrafico consiste nell’iniettare al paziente un isotopo radioattivo (Tecnezio-99) legato ad una sostanza che ha un particolare tropismo per il tessuto da investigare: nel caso dell’apparato scheletrico, si impiega in genere il metilenedifosfonato, che va a fissarsi nei punti in cui è presente un processo riparativo o di rimodellamento osseo. A questo punto, il cavallo diviene una fonte radioattiva e, a seconda delle strutture che si vogliono evidenziare, si eseguirà l’esame a distanza di pochi secondi (fase vascolare), trenta minuti (fase dei tessuti molli) o circa tre ore (fase ossea) dall’iniezione.

Una gamma-camera rileva l’emissione radioattiva ed acquisisce dati che invia ad un primo computer, il quale passa le prime immagini – vere e proprie ricostruzioni anatomiche dello scheletro – ad un secondo computer sul quale le immagini vengono elaborate con l’impiego di sofisticati software. Questa metodica consente, ad esempio, di diagnosticare certe fratture quando ancora non sono visibili radiograficamente. La scintigrafia è dotata di altissima sensibilità e di scarsa specificità, per cui una sua risposta va sempre approfondita con radiologia ed ecografia. Le principali indicazioni della scintigrafia sono: diagnosi precoce di fratture “da stress”, soprattutto nel cavallo da corsa; diagnosi di zoppie di cui con l’esame clinico si è identificata la sede ma prive di riscontri radiografici o ecografici; diagnosi di zoppie “oscure’ ovvero non diagnosticabili con i comuni mezzi clinici; approfondimento nella comprensione di quadri radiografici che hanno incerta correlazione con il quadro clinico; esame di aree anatomiche di non facile accesso quali il dorso ed il bacino. Un ulteriore impiego della scintigrafia si ha in medicina interna, soprattutto per l’identificazione di focolai infiammatori non accessibili con altri esami. La gamma camera in dotazione alla Clinica Equina Bagnarola è del tipo più sofisticato e di ultima generazione, ad ampio schermo, interamente digitale ed all’altezza delle migliori disponibili nei centri specializzati europei e statunitensi.

Ortopedia -- edit: 2019-08-28T12:19:36+00:00